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	<title>Action!</title>
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	<description>Action! è un team di designer e sviluppatori di lunga esperienza orientato alla progettazione di web application e soluzioni per la gestione delle relazioni online e del marketing digitale, attivo nella consulenza e nella pianificazione di strategie per la visibilità sui motori di ricerca e il posizionamento sui canali emergenti. Vogliamo essere la tua prossima web development company.</description>
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		<title>Numero telefonico, addio</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Aug 2010 16:48:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il numero di telefono ha contraddistinto la comunicazione di intere generazioni, nel modo in cui le persone si cercavano e contattavano, nel modo in cui si strutturavano le rubriche, gli elenchi, i servizi telefonici. Con l&#8217;avvento di internet e dei nuovi servizi VoiceOverIP, Instant messaging e sistemi di comunicazione dei social network, si parla sempre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>numero di telefono</strong> ha contraddistinto la comunicazione di intere generazioni, nel modo in cui le persone si cercavano e contattavano, nel modo in cui si strutturavano le rubriche, gli elenchi, i servizi telefonici. Con l&#8217;avvento di internet e dei nuovi servizi VoiceOverIP, Instant messaging e sistemi di comunicazione dei social network, si parla sempre più insistenetemente della sue estinzione. Perché? Da cosa nasce questa consapevolezza?</p>
<p>La rivoluzione è già iniziata da tempo e tutti i grandi competitor oggi presenti sulla scena delle telecomunicazioni si muovono nella direzione di utilizzare metodi alternativi al numento telefonico, sostituendolo con account digitali e ID univoci, sicuramente non numerici. Dunque non si parla di non effettuare più conversazioni telefoniche (la comunicazione audio/video tra persone avrà ancora lunga vita), ma di cambiare metodo di contatto delle persone e la ricerca delle stesse, piuttosto che le opzioni di privacy o la pubblicazione del proprio riferimento telefonico.</p>
<p>Già <a href="http://www.crunchbase.com/person/mark-zuckerberg">Mark Zuckerberg</a> aveva dato una eloquente conferma di questo trend,  rispondendo alla domanda: &#8220;Facebook tra 100 anni sarà ancora in giro,  così come è stato per Ma Bell (leggi AT&amp;T)?&#8221;, rispose &#8220;Non lo so, ma  non so ancora per quanto tempo i telefoni saranno in giro!&#8221;</p>
<p>A favore di questa tesi, ben delineata in <a href="http://techcrunch.com/2010/08/28/phone-numbers-dead/">questo articolo</a> di TechCrunch che ha ispirato questo post, consideriamo che il <strong>numero telefonico è uno strumento che non fornisce alcun tipo di controllo su chi ci può effettivamente contattare</strong>. Il problema è sentito e sono perciò nate delle funzioni di Numerazione fuori elenco, identificazione del chiamante (per prevenire di rispondere se il numenro non risulta conosciuto) o blacklist di numenri non graditi, ma ciò non toglie il rischio di essere contattato da persone  sconosciute solo per il fatto che il proprio numero esiste ed è raggiungibile semplicemente componendo dei numeri a caso, o rilasciato da terzi inavvertitamente o appositamente.</p>
<p>In secondo luogo<strong> il numero di telefono fa riferimento al dispositivo, non alla persona</strong>, e questo genera la necessità di possedere più numeri telefonici con relativi dispositivi, generando confusione a chi dovrebbe contattarci, nella scelta di come contattarci.</p>
<p>Infine la <strong>user experience è fortemente limitata</strong>. Il telefono è una applicazione limitata per attivare una conversazione componendo un numero. Non fa altro, non permette di scambiaare altre risorse, rendendo noiose e poco flessibili le conference call.</p>
<p>I social network invece agiscono esattamente nel modo opposto:<br />
• accesso totale alle informazioni<br />
• un profilo univoco per tutte le attività<br />
• espandibilità delle funzionalità della comunicazione del network<br />
• gestione di attività contemporanee alla conversazione,<br />
• scambio di risorse online.<br />
• le regole di privacy possono essere impostate per ottenere esattamente il filtro che interessa di più, rispetto a chi ci può contattare e chi no.</p>
<p>Gli utenti non premieranno i servizi online che replicheranno i servizi telefonici (se non per una questione di convenienza sulle tariffe), quanto piuttosto premierà chi saprà integrare il servizio telefonico nel proprio social o professional network online. Questo segnale già è presente ampiamente su Facebook, che via via si propone come nuovo &#8220;operatore globale di telecomunicazioni&#8221;. Il vantaggio di un social network che gestisce tutti i miei contatti personali, anche quendo io non posso rispondere, permette con un unico account (o ID) di potermene occupare quando sono nuovamente connesso alla rete, anche tramite mobile, che nasce proprio attorno alla conversazione vocale.</p>
<p>La conclusione è che i social network rappresentano una frontiera evoluta che ingloba molti dei servizi già presenti in altre forme nella vita quotidiana delle persone, ma lo fanno meglio e concentrandoli in un unico ambiente, a sua volta raggiungibile da numerosi device, che prima svolgevano una funzione unica, oggi invece sono tutti connessi in rete e possono sfruttare il social network da qualunque parte del mondo, in qualunque momento, con maggiori funzionalità.<br />
La cosa certa è che il numero telefonico sarà destinato a scomparire e che la ragione per cui esiste ancora è perché esiste una infrastruttura basata sulla identificazione numerica, così come oggi esistono le targhe delle automobili, che immagino saranno sostituite in un futuro da RFID e tecnologie complementari, per l&#8217;identificazione di prossimità e remota. Anche se è più probabile che il microchip sarà incorporato nelle persone, anziché suli veicoli (o in entrambi).</p>
<p>Cosa cambia in termini di marketing la sparizione del numero di telefono? Avrà lo stesso effetto di quando gli apparecchi telefonici con selettore analogico del telefono è stato sostituito dal tastierino digitale, in grado di promuovere servizi opzioni aggiuntive, su conversione digitale del segnale. Con il tempo sono nati attorno alla telefonia centinaia di opportunità per le aziende e per gli utenti: segreterie telefoniche remote, risponditori automatici, call center computerizzati,&#8230; Così nasceranno nuove opportunità che avranno come luogo centrale di interazione il social network.</p>
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		<title>Twitter: perché piace così tanto</title>
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		<pubDate>Thu, 27 May 2010 17:01:11 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Personalmente, a parte una necessaria sperimentazione per comprenderne funzionalità e potenzialità, il microblogging non mi aveva particolarmente entusiasmato, in un web già ricco di piattaforme e interazioni sociali. Con il tempo ho cambiato idea. Non sto ad elencare i benefici sul piano del marketing, il cui utilizzo è ben presente a tutti, ma mi limito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Personalmente, a parte una necessaria sperimentazione per comprenderne funzionalità e potenzialità, il <strong>microblogging</strong> non mi aveva particolarmente entusiasmato, in un web già ricco di piattaforme e interazioni sociali.<br />
Con il tempo ho cambiato idea. Non sto ad elencare i benefici sul piano del <strong>marketing</strong>, il cui utilizzo è ben presente a tutti, ma mi limito a fare considerazioni strettamente personali, come utilizzatore.<br />
<strong><br />
1.</strong> Le relazioni, a differenza di <strong>Facebook</strong>, sono incentrate sui contenuti e meno sulle persone. Mi spiego meglio. Facebook permette di relazionarsi prima alle persone attraverso la richiesta di amicizia per poi coltivare le relazioni attraverso lo scambio pubblico di post. Senza amicizia, niente scambio.<br />
Twitter adotta un meccanismo più efficiente: una lista <strong>FOLLOWING</strong> e una <strong>FOLLOWERS</strong>. Posso decidere di seguire persone o aziende per quello che dicono o rappresentano, senza instaurare una relazione.</p>
<p><strong>2. </strong>Una volta decisi i following, se ho scelto con criterio la lista, riceverò senza sforzo tutte le notizie che mi interessano già filtrate dalle persone che al mio posto <strong>ricercano</strong>, <strong>condividono</strong>, <strong>commentano</strong>, <strong>raccolgono</strong>, <strong>interpretano</strong>, <strong>esprimono opinioni</strong>, <strong>inventano</strong>&#8230; In pratica ho a disposizione una <strong>redazione virtuale</strong> di persone che mi consentono di &#8220;scremare&#8221; gli argomenti di mio interesse e  vederli <strong>riassunti</strong> in poche righe (cosa molto importante il limite di 140 caratteri), garantendomi un tempo di accesso alle informazioni piuttosto <strong>immediato</strong> per poi permettermi di approfondire con i link inseriti.<br />
La necessità di <strong>sintesi del messaggio</strong> ha la stessa funzione di un titolo e abitua i twitters a sforzarsi di scrivere messaggi comprensibili, mirati e coerenti con l&#8217;eventuale link di approfondimento.</p>
<p><strong>3.</strong> Il <strong>device mobile </strong>ha giocato un ruolo importante. Il nuovo lettore per <strong>iPhone</strong> è fatto davvero bene e consente un rapido accesso ai link  e alle opzioni di posting in modo interattivo ed efficace. Seguire i <strong>micropost</strong> è un&#8217;attività operabile in qualunque contesto quotidiano, dal divano serale, alla sala d&#8217;aspetto del dentista o alla spiaggia. Il reader portatile è importante e il <strong>microblogging</strong> è un&#8217;attività che trova sui dispositivi mobili la sua massima espressione ed estensione.</p>
<p><strong>4.</strong> Di cosa la gente sta facendo in un determinato momento non interessa a nessuno. E infatti lo <strong>STATUS</strong> si è progressivamente convertito in una <strong>NOTIZIA</strong> (che succede?) ma sempre di più in una <strong>OPINIONE</strong>. Sì, perché le notizie le rilasciano le agenzie di stampa, le persone hanno opinioni e anche quando cinguettano una notizia, è inevitabile un commento personale.</p>
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		<title>Google font: browse all the fonts</title>
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		<pubDate>Fri, 21 May 2010 15:08:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una novità nel mondo della programmazione web, prima dell&#8217;html5, prima del css3! Google stupisce ancora: usate i font che volete sul vostro sito internet, grazie a http://code.google.com/webfonts Fino ad ora era possibile usare font comuni ai sistemi operativi usati, come i classici Trebuchet Helvetica o Arial, perchè gli altri font non sono riconosciuti/renderizzati previa installazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una novità nel mondo della programmazione web, prima dell&#8217;html5, prima del css3!</p>
<p>Google stupisce ancora: usate i font che volete sul vostro sito internet, grazie a <a href="http://code.google.com/webfonts">http://code.google.com/webfonts</a></p>
<p>Fino ad ora era possibile usare font comuni ai sistemi operativi usati, come i classici Trebuchet Helvetica o Arial, perchè gli altri font non sono riconosciuti/renderizzati previa installazione locale.</p>
<p>Ora, grazie a questa novità di Google, potrete usarne molti di più, semplicemente incorporandoli come se fossero fogli di stile esterni e aggiungendo una regola al css:<br />
- Qui <a href="http://code.google.com/webfonts">http://code.google.com/webfonts</a> evidenziate il font che più vi interessa<br />
- cliccate &#8220;Click to embed&#8221; e vi si aprirà una pagina inerente al font selezionato<br />
- cliccate &#8220;get the code&#8221;: Google vi fornirà due codici per integrare il font scelto, uno da inserire nel tag head del vostro sito, e una regola css</p>
<p>Il risultato sul vostro sito&#8230; beh non vi resta che provare! Come vedete sul nostro sito è già stato integrato.</p>
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		<title>Randominio supera le aspettative</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Feb 2010 00:57:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ne avevamo già parlato in precedenza di Randominio, ma da allora le cose sono cambiate parecchio. Il motore di ricerca casuale ha destato molto interesse e partecipazione, con oltre 525.000 domini salvati a database. Il ritmo vertiginoso con cui ogni giorno salgono le nuove iscrizioni a database permette di tracciare un quadro positivo di come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ne avevamo già parlato in precedenza di <a href="http://www.action.mi.it/wp-admin/post.php?action=edit&amp;post=505"><strong>Randominio</strong></a>, ma da allora le cose sono cambiate parecchio. Il motore di ricerca casuale ha destato molto interesse e partecipazione, con oltre <strong>525.000 domini</strong> salvati a database. Il ritmo vertiginoso con cui ogni giorno salgono le nuove iscrizioni a database permette di tracciare un quadro positivo di come sia percepita questa iniziativa. I blogger si rimbalzano la voce e Randominio è divenuto molto <strong>popolare</strong>, sia per la semplicità d&#8217;uso (fa solo una cosa!), sia per la disponibilità multilingua del progetto, che aumenta sempre di più nelle versioni tradotte.<br />
Il progetto ha suscitato riflessioni positive tra i blogger ed è stato colto il vero senso di questa iniziativa:<br />
• iscrivere gratuitamente il proprio dominio in un motore casuale dà le stesse <strong>opportunità</strong> a chiunque di comparire in una ricerca e questo ha incentivato ulteriormente le <strong>iscrizioni e il passaparola</strong>;<br />
• creare un <strong>sistema di intrattenimento senza costo</strong>, sfruttando gli User Generated Content (UGC), in questo caso i siti esistenti suggeriti dagli utenti;<br />
• stimolare l&#8217;idea di <strong>serendipità</strong>, secondo la quale l&#8217;utilità di una scoperta inaspettata potrebbe essere maggiore di una ricerca mirata, e questo piace molto (<strong>oltre 28000 click</strong> sul bottone &#8220;?&#8221; (Ricerca a caso).</p>
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		<title>E-mail marketing 2.0</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 22:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nell&#8217;ampio panorama del web 2.0, l&#8217;e-mail conserva il suo potere di strumento privilegiato di comunicazione personale push. Molti pensavano che con l&#8217;avvento delle funzioni RSS avrebbe perso terreno e invece con la sua semplicità, diffusione e universalità sia a livello privato che professionale continua ad occupare gran parte del nostro tempo online. Ne consegue che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell&#8217;ampio panorama del<strong> web 2.0</strong>, l&#8217;<strong>e-mail</strong> conserva il suo potere di strumento privilegiato di comunicazione personale <strong>push</strong>. Molti pensavano che con l&#8217;avvento delle funzioni RSS avrebbe perso terreno e invece con la sua semplicità, diffusione e universalità sia a livello privato che professionale continua ad <strong>occupare gran parte del nostro tempo online</strong>. Ne consegue che le aziende, disposte a rinunciare ad alcuni strumenti di marketing online, per restringere il budget, mai operano dei tagli agli strumenti di e-mail, consapevoli di una soluzione irrinunciabile e altamente flessibile. Gli ambienti e i servizi web 2.0, tra cui svettano <strong>blog</strong> e <strong>social network</strong>, diminuiscono in parte il traffico sulle caselle di posta elettronica, spostando parte delle attività sociali, ma questo rappresenta anche un vantaggio.</p>
<p>Quello che cambia oggi, pertanto, non è lo strumento e-mail ma il modo di <strong>creare relazioni via e-mail</strong>. L&#8217;email marketing 2.0 sta proiettando l&#8217;attenzione sul rispetto del cliente e della privacy, su una più mirata e personalizzata informazione, su una corretta gestione del database utenti e alla compatibilità tra i vari media <strong>mobile</strong> di lettura e-mail (iPhone, Blackberry, smartphone in generale). Cambia così  lo stile, la forma, la periodicità, le interazioni, la trasparenza dei messaggi e-mail.</p>
<p>Rispetto alla tradizione del marketing via e-mail che ha accompagnato per anni le comunicazioni aziendali, oggi nell&#8217;era dell&#8217;email marketing 2.0 si pone l&#8217;attenzione sui seguenti aspetti:<br />
• Sintesi del messaggio e chiarezza<br />
• Design accattivante<br />
• Informazione integrata a pubblicità, non più solo pubblicità<br />
• Maggiore compatibilità sui device mobile<br />
• Promuovere le relazioni, la credibilità e mantenere una buona reputazione<br />
• Agevolare la cancellazione specifica e non ostacolarla<br />
• Database building quotidiano su sistemi dedicati per la segmentazione delle liste<br />
• Maggiore precisione del target<br />
• Oggetto coerente con il messaggio<br />
• Interazione con l&#8217;utente fornendo un indirizzo di risposta<br />
• Profilazione utente autogenerata<br />
• Iscrizione con più finalità<br />
• Call to action stimolanti<br />
• Obiettivi di conversione: <strong>aumentare la propria lista di utenti nel DB</strong> anziché incrementare il fatturato</p>
<p>L&#8217;email marketing si struttura su varie tipologie di messaggi che, opportunamente calibrati, possono costruire una strategia vincente ed elevate performance:<br />
• <strong>e-mail personali</strong> (promuovere dei contenuti nella posta elettronica istituzionale dei dipendenti)<br />
• <strong>e-mail transazionali</strong> (messaggi automatici di notifica e event-triggered e-mail)<br />
• <strong>DEM pubblicitarie</strong> (su liste proprietarie o in affitto)<br />
• <strong>Newsletter</strong> (messaggi periodici con scopo relazionale verso gli stake-holder)<br />
• <strong>Social messages</strong> (e-mail di notifica destinate alle community interne ai social)</p>
<p>E&#8217; inoltre possibile, attraverso <strong>piattaforme professionali di Direct e-mail</strong> come <a href="http://www.contactlab.com/"><strong>ContactLab</strong></a>, incrociare<strong> e-mail con SMS</strong> per rendere ancora più incisiva la tempistica di ricezione dell&#8217;utente.</p>
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		<title>L&#8217;Article Marketing funziona!</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 08:19:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Article Marketing funziona. Basta un articolo, semplice, sul canale giusto, per ottenere grande visibilità e creare buzz ( passaparola ) tra gli utenti: con un effetto eco, gli effetti di un semplice primo articolo si espandono colpendo anche altri canali minori, creando così un fenomeno di long tail. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle. Lavorando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;<strong>Article Marketing</strong> funziona. Basta un articolo, semplice, sul canale giusto, per ottenere grande visibilità e creare <strong>buzz</strong> ( passaparola ) tra gli utenti: con un <strong>effetto eco</strong>, gli effetti di un semplice primo articolo si espandono colpendo anche altri canali minori, creando così un fenomeno di long tail. Lo abbiamo provato sulla nostra pelle.</p>
<p>Lavorando sulla promozione di uno dei nostri progetti, con tempo e pazienza, siamo riusciti a farne parlare, a far scrivere un articolo su uno dei blog tecnologici più in voga e seguiti del mercato italiano.</p>
<p>Il risultato? E&#8217; meglio descriverlo con una semplice immagine&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-913 aligncenter" title="grafico statistiche" src="http://www.action.mi.it/wp-content/uploads/2009/09/grafico-randominio.jpg" alt="grafico statistiche" width="550" height="146" /></p>
<p style="text-align: left;">Per informazioni su come potete veder aumentare le visite al vostro sito web, non esitate a <a title="Contatta Action!" href="http://www.action.mi.it/contacts/">contattarci</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Search: Action</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Sep 2009 01:01:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Posizionare un nome di un&#8217;azienda, o di un prodotto, sui motori di ricerca, permette di semplificare la vita agli utenti internet anche fuori dalla rete. Spesso le URL non sono sempre semplici da memorizzare, o fanno riferimento a TLD localizzate perché le principali sono già assegnate. Al contrario per poter accompagnare un annuncio pubblicitario o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Posizionare un nome di un&#8217;azienda, o di un prodotto, sui <strong>motori di ricerca</strong>, permette di semplificare la vita agli utenti internet anche fuori dalla rete. Spesso le URL non sono sempre semplici da memorizzare, o fanno riferimento a TLD localizzate perché le principali sono già assegnate. Al contrario per poter accompagnare un <strong>annuncio pubblicitario</strong> o una brochure con un rimando al proprio sito internet di facile memorizzazione, è il modo più efficiente per tradurre il contatto visivo in possibile visitatore. Ancor di più lo diventa se la pubblicità offline ha lo scopo di <strong>convertire i lettori in utenti online</strong>, magari per la partecipazione ad un concorso o ad una community online.</p>
<p>Ecco allora che il nostro messaggio, anziché concludersi con la classica <em>call to action</em> &#8221; <strong>Visita il nostro sito: </strong><a href="http://www.action.mi.it/"><strong>http://www.action.mi.it/</strong></a> &#8221; potrebbe più proficuamente presentarsi come <strong>Ricerca: Action!</strong> o <strong>Search: Action!</strong></p>
<p>E&#8217; sottinteso che il riferimento sia al motore di ricerca, anche perché è una prassi oramai in uso da anni, soprattutto nei mercati più concorrenziali, come ad esempio la cinematografia statunitense, dove vengono spesi ingenti investimenti nella promozione online dei trailer dei film e nel <strong>SEO</strong>.</p>
<p>Il SEO ha la sua importanza a prescindere da questa declinazione, ma in questo senso mostra come permette di semplificare la vita ai lettori offline presentando, in un contesto effimero come quello delle <strong>pubblicità display</strong>, una <strong>Keyword</strong> come strumento di contatto, anziché l&#8217;URL, per sua natura meno facile da ricordare per gli utenti meno avvezzi ai tecnicismi della rete.</p>
<p>In Giappone, è facile ad esempio trovare nelle metropolitane pubblicità che visivamente riproducono un campo di ricerca di un motore di ricerca (in genere il più conosciuto), con tanto di bottone a lato &#8220;Search&#8221; e nel campo digitata la keyword da trovare. Un meccanismo semplice ed intuitivo che racchiude in sé l&#8217;invito a ricercare la parola chiave online, senza bisogno di ulteriori spiegazioni. Un sistema peraltro molto economico dal punto di vista esecutivo, in quanto necessita di uno sforzo creativo davvero minimo.</p>
<p>Il nostro invito è pertanto quello di digitare la keyword <strong>Action</strong> sui <strong>motori di ricerca italiani</strong>, quali Google.it o Yahoo.it dove un posizionamento localizzato piuttosto accurato ci permette di stazionare in cima alle SERP. E non mancheremo di firmare i nostri annunci con un semplice Search: Action.</p>
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		<title>WordCloud per Action!</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 19:56:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri Digitali]]></category>

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		<description><![CDATA[Cos&#8217;è una Word Cloud? E&#8217; esattamente il tag cloud che di solito è visibile sui blog, ma legato a tutte le parole inserite in un feed ,o in alternativa in una singola pagina web.  L&#8217;immagine si ottiene attraverso un programma che classifica le parole di un sito web  in base alla frequenza del loro uso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Cos&#8217;è una Word Cloud?</strong><br />
E&#8217; esattamente il tag cloud che di solito è visibile sui blog, ma legato a tutte le parole inserite in un feed ,o in alternativa in una singola pagina web.  L&#8217;immagine si ottiene attraverso un programma che classifica le parole di un sito web  in base alla frequenza del loro uso . Quanto più grande è la parola nell&#8217;immagine, tanto più frequente è il suo utilizzo. La nuvola di parole ha una fantastica grafica e grazie ai tools offerti dal sito <a href="http://www.wordle.net/create">wordle.com</a> permette di integrarla cromaticamente e utilizzando i font più appropriati allo stile del vostro sito web.</p>
<p>Ho deciso di crearne una per questo nostro piccolo grande sito internet per capire quali sono le parole maggiormente rilevanti e decidere se stiamo trattando temi consoni al nostro business.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-872" title="Word Cloud di Action!" src="http://www.action.mi.it/wp-content/uploads/2009/08/Immagine-2.png" alt="Word Cloud di Action!" width="604" height="406" /></p>
<p>I risultati sono visibilmente chiari:</p>
<ul>
<li><strong>marketing </strong>è sicuramente il termine più rilevante, anche se web se ne resta piccola e in disparte</li>
<li><strong>realtà</strong>, spicca soprattutto se abbinata a augmented e reality, i termini che riguardano l&#8217;attuale orientamento di Action!</li>
<li>seguono a ruota: <strong>bluetooth</strong>, <strong>reputazione online</strong> e <strong>social marketing</strong>&#8230;</li>
</ul>
<p>E la tua word cloud com&#8217;è composta? Rispecchia il tuo sito web?</p>
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		<title>Augmented Reality</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Jun 2009 21:58:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>dario</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Pensieri Digitali]]></category>
		<category><![CDATA[Trendy]]></category>
		<category><![CDATA[3D]]></category>
		<category><![CDATA[augmented reality]]></category>

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		<description><![CDATA[La Realtà Aumentata, o più comunemente chiamata in inglese Augmented Reality è una dimensione tra la realtà osservata e la virtualità digitale. Questa estensione della realtà avviene attraverso un mix di tecnologie che consentono di sovrapporre una realtà percepita e vissuta da un utente con una realtà virtuale elaborata digitalmente. Il termine &#8220;Augmented&#8221; descrive proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Realtà Aumentata</strong>, o più comunemente chiamata in inglese <strong>Augmented Reality</strong> è una dimensione tra la realtà osservata e la virtualità digitale. Questa estensione della realtà avviene attraverso un mix di tecnologie che consentono di sovrapporre una realtà percepita e vissuta da un utente con una realtà virtuale elaborata digitalmente. Il termine &#8220;Augmented&#8221; descrive proprio questa esperienza virtuale 3D in aggiunta alla realtà fornendo informazioni supplementari e ausili percettivi all&#8217;ambiente reale.</p>
<p>I settori in cui l&#8217;Augmented Reality si è maggiormente diffusa va dalle applicazioni militari e scientifiche, alla progettazione dei prototipi industriali e sistemi di misurazione, dal design  alla simulazione, dal marketing all&#8217;intrattenimento (videogame), fino a presentazioni interattive, informative e al commercio elettronico, attraverso piattaforme che consentono di interagire con il prodotto e rendere l&#8217;acquisto a distanza una esperienza più attrattiva, realistica e personalizzata.</p>
<p>Un sistema in grado di generare Augmented Reality dispone di tre componenti:<br />
<strong>• Sistema di tracciamento<br />
• Sistema di acquisizione della realtà<br />
• Sistema di rendering</strong></p>
<p>L&#8217;<strong>Augmented Reality</strong> è un <strong>canale emergente</strong> per la generazione di servizi innovativi di <strong>marketing</strong>, facilmente accessibile e che può funzionare sia attraverso una connessione internet e con l&#8217;ausilio di webcam, o con sistemi standalone, quali applicativi per dispositivi mobile o computer, sempre dotati di videocamera.</p>
<p>Le potenziali applicazioni sono limitate solo dall&#8217;immaginazione e il futuro di questa tecnologia è proiettato verso un uso quotidiano di elementi di sintesi che si mescolano all&#8217;ambiente reale, rendendolo più personalizzato.<br />
In genere, questo tipo di applicazione ha origine dal <strong>riconoscimento di un marker</strong> (un simbolo) presente nella realtà, da parte del<strong> sistema di acquisizione (webcam o phonecam)</strong>. Il riconoscimento del simbolo innesca l&#8217;avvio di alcune funzioni software che sincronizzano la sorgente video ai movimenti compiuti dal marker: si muove il marker nella realtà e nella <strong>realtà virtuale</strong> ritroviamo un elemento <strong>3D</strong> renderizzato, che si muove con le medesime proprietà dinamiche, oppure associamo il background reale a componenti di sintesi digitale.</p>
<p>Guarda come BMW ha utilizzato l&#8217;<strong>Augmented Reality</strong> per pubblicizzare il modello Z4.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="295" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/cTUJKvXIkSU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="295" src="http://www.youtube.com/v/cTUJKvXIkSU&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Bluetooth marketing per ricercare personale</title>
		<link>http://www.action.mi.it/blog/proximity-marketing-ricerca-personale/</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 09:27:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>simone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[bluetooth marketing]]></category>
		<category><![CDATA[non conventional marketing]]></category>
		<category><![CDATA[proximity marketing]]></category>

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		<description><![CDATA[Attraverso il proximity (bluetooth) marketing è possibile anche fare offerte di lavoro. Ecco quale sarà la nostra strategia.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Action! siamo alla <a title="Offerte di lavoro" href="http://www.action.mi.it/career/">ricerca di personale</a> da integrare nel team e per farlo, abbiamo deciso di affiancare ai metodi consolidati anche un&#8217;attività di <strong>bluetooth marketing</strong> (nell&#8217;ambito del <a title="Bluetooth Marketing" href="http://www.action.mi.it/expertise/online-marketing/proximity-e-permission-marketing/">proximity marketing</a>).</p>
<p>Ci posizioneremo con un netbook dotato di interfaccia bluetooth, supportato dalla nostra <strong>piattaforma di gestione campagne bluetooth marketing</strong>, all&#8217;interno di un <strong>centro commerciale</strong> nei pressi dei nostri uffici e lanceremo il programma per scansionare tutti i dispositivi (cellulari) con bluetooth attivato. Chi vorrà (non dimenticatevi che questa forma di marketing prevede l&#8217;accettazione del messaggio) potrà quindi ricevere un messaggio multimediale contenente tutte le informazioni circa <a title="Action! Web Agency" href="http://www.action.mi.it/">Action!</a> e le figure professionali da noi ricercate. Abbiamo già testato nei giorni precedenti la presenza piuttosto elevata di <strong>dispositivi</strong> <strong>bluetooth</strong> attivati e questo conforterà la nostra ricerca.</p>
<p><strong>Fattore negativo</strong> di questa azione di <a title="Proximity marketing" href="http://www.action.mi.it/expertise/online-marketing/mobile-advertising/">marketing di prossimità</a>, è che la maggior parte delle persone che frequentano il centro commerciale durante il pranzo tendenzialmente sono già lavoratori e molto probabilmente nello stesso stabile o nei civici adiacenti.</p>
<p><strong>Fattore positivo</strong>, invece, è che siamo certi di poter intercettare fino a 200 persone nell&#8217;arco di una sola ora: saranno queste persone a far per noi da veicolo di diffusione verso chi potrebbe essere interessato alla nostra proposta di lavoro, nell&#8217;ambito della propria sfera di conoscenze. Sarà un po&#8217; come portare una bacheca con annunci di lavoro tra le mani di decine di persone, tutto con il minimo sforzo.</p>
<p>Prossimamente comunicheremo il nostro case study su questa <strong>campagna bluetooth non convenzionale per la ricerca di personale</strong>.</p>
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